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La gravidanza: il periodo dell”attesa”

gravidanza

La gravidanza, "l'attesa", rappresentano per la donna un'avventura contrassegnata dalla trasformazione: un processo evolutivo caratterizzato da delicati equilibri e ricco di conflitti, tra il desiderio di un figlio e l'ansia del cambiamento. Per alcune future madri questo periodo può essere contrassegnato dalla tranquillità, dalla scoperta e da un senso di appagamento dal punto di vista emotivo. Questo accade soprattutto quando il concepimento è stato il frutto di una scelta programmata e consapevole. Altre donne, tuttavia, vivono il periodo della gestazione come una fase di stanchezza, malessere fisico ed instabilità emotiva, sperimentando una grande difficoltà ad adattarsi ad una fase fisiologica nuova, alle profonde modificazioni che il proprio corpo inevitabilmente subisce nell'arco dei nove mesi di gestazione.

L'esperienza di molte altre donne si colloca, spesso, a metà tra queste due posizioni. Le modificazioni indotte dalla gravidanza, differenti da donna a donna, riguardano l'apparato gastrico (riduzione della secrezione, del tono e della motilità), con il verificarsi spesso di un senso di bruciore, nausea, vomito, aumento dell'appetito e della sete: inoltre la riduzione del tono e della motilità dell'intestino tenue e del colon, favoriscono l'aumento dell'assorbimento di acqua e sodio, e' maggiore la ventilazione dell'apparato respiratorio, il profilo toracico si modifica e il diaframma, a mano a mano che crescono le dimensioni dell'utero, viene spinto verso l'alto, aumentando, inoltre, il peso corporeo, la massa sanguigna e la frequenza cardiaca. La pressione arteriosa mostra una lieve riduzione e c'è una maggiore predisposizione allo sviluppo di vene varicose negli arti inferiori a causa dell'aumento della pressione venosa. Il sistema ormonale si modifica creando anche alterazioni emozionali. Per esempio, il progesterone, provoca senso di stanchezza, difficoltà respiratorie e, a volte, umore depresso. L'equilibrio ormonale in costante modificazione può essere collegato a sbalzi di umore.

Possono inoltre sorgere nella donna numerose paure non reali e quindi fantasmatiche: paura di avere un figlio con anormalità, paura di non saper ricoprire in modo adeguato il proprio ruolo di madre, paura del parto, paura del cambiamento e dell'ignoto. L'attesa può anche essere vissuta in solitudine, a causa di una diminuzione degli interessi sociali e di limitazioni nelle relazioni. Accettarsi così diverse non sempre è facile, a volte si vivono delle vere e proprie crisi di identità. La gravidanza risulta dunque essere un momento emotivamente forte, carico di timori, tensioni ed aspettative.

Spesso si dice che il forte stress o le preoccupazioni della gestante, possono aggravare i problemi durante la gravidanza, il travaglio e l'allattamento, e possono inoltre, nei peggiori dei casi, essere una delle cause della depressione post partum. Forse è vero, ma ciò che è più certo, è che è preferibile per la futura mamma rimanere calma e rilassata, invece che stressata, condizione questa, che ha delle ripercussioni positive anche sul nascituro. Una madre che ha cura di se stessa sin dalla gravidanza è già maggiormente predisposta a sviluppare le capacità necessarie per badare al meglio al proprio bambino, una volta che sarà nato. La gravidanza può essere un periodo, dunque, di consolidamento e di preparazione, un periodo da dedicare al rilassamento e alla ricerca del benessere psico-fisico.

Il contributo della Pedagogia Clinica e del Result Oriented Counselling alla donna in gravidanza

Oggi, in Italia, vengono proposti corsi di preparazione al parto che sono per lo più strutturati in modo da fornire informazioni relative alla gravidanza fisiologica e al successivo puerperio, oltre a favorire il rilassamento corporeo della gestante in vista del momento impegnativo del parto. Nel mio lavoro con le persone ho tuttavia appurato quanto l'aiuto proposto dalla Pedagogia Clinica e dal Counselling possa offrire un contributo di notevole valore, ponendosi come un'opportunità di crescita della donna in gravidanza, affinchè ella possa affrontare con consapevolezza e coscienza le nuove situazioni che le si presentano in un momento così delicato e particolare della propria vita. Un'opportunità per costruire una nuova immagine di sè che aiuti la futura madre a prepararsi al nuovo ruolo di genitore, allontanando le paure che questa nuova responsabilità comporta, permettendo di raggiungere una maggiore coscienza delle proprie risorse, una maggiore serenità e sicurezza. Un'opportunità, infine, che per mezzo di tecniche e di metodi specifici, favorisce nella donna in gravidanza una migliore accettazione del proprio corpo e delle mutazioni presenti.

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