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Cos’è la paura?

paura

Paura, fobia e ansia

La paura è uno stato d’animo, o un’emozione, e come la maggior parte delle nostre emozioni, dipende spesso dai pensieri che formuliamo nella nostra mente. Se ci si trova di fronte a un pericolo reale, è normale provare paura, e in questo caso diventa un’emozione positiva per la sua funzione adattiva, in quanto il nostro organismo produce adrenalina e ci predisponiamo alla fuga. Spesso però, capita di avere paura senza che ci sia un pericolo reale. La maggioranza delle persone ha paura di qualcosa: c’è chi ha paura di prendere l’aereo, chi ha paura delle iniezioni, chi ha paura delle malattie, del dentista, di parlare in pubblico, dei ragni, e la lista potrebbe continuare all’infinito. Una paura diventa fobia quando si cronicizza e si focalizza su un oggetto o una situazione specifica. La fobia è una strategia che la nostra mente utilizza per gestire l’ansia: il timore che proviamo di fronte ad emozioni e a pensieri che non riusciamo a controllare, vengono spostati su un oggetto esterno (l’aereo, il ragno, la malattia..), più facilmente gestibile. E’ necessario quindi considerare il fatto che, dietro a una fobia, anche banale, si celano dei conflitti e delle ansie più profonde. Noi siamo stati condizionati fin da piccoli ad avere paura, una modalità che i genitori spesso ci hanno trasmesso inconsapevolmente, facendoci credere inoltre che sia normale avere paura, quando spesso è più corretto definire la paura come un comportamento abituale, più che normale. Per mezzo del pensiero noi creiamo immagini e il nostro inconscio non distingue tra ciò che è reale e ciò che non lo è, quindi qualsiasi immagine che noi creiamo, la prende per vera. Quando creiamo un’immagine negativa, che dà origine alla paura, si verifica una profezia che si auto avvera, e ci troviamo a dover affrontare proprio quella situazione che temevamo. E’ necessario dunque formulare solo immagini e pensieri positivi. Fisiologicamente la paura si manifesta con sintomi oggettivi: aumento del battito cardiaco; alterazione del respiro; sudorazione che può essere calda o fredda, vertigini.. Ci sono poi dei sintomi soggettivi, che dunque non sono uguali per tutti: tremore alle gambe, offuscamento della vista, tremore..) I sintomi emotivi riguardano invece l’aspetto cognitivo, ossia dipendono da come interpreto qualcosa che mi accade, a cui il corpo di conseguenza risponde con la sintomatologia fisica: ad esempio c’è chi ha paura dell’aereo perché lo interpreta come pericoloso, o senza vie di fuga, o un luogo troppo chiuso e opprimente …), c’è chi invece non ne ha paura perché lo interpreta semplicemente come un mezzo sicuro e veloce per viaggiare. La paura ha quindi una componente fisiologica, che si manifesta con sintomi; una componente cognitiva, ossia la paura dipende dai pensieri che formuliamo e dal nostro modo di interpretare gli eventi, e una componente emotiva. La paura si manifesta in modi diversi, se è specifica si manifesta con una fobia; se è generalizzata si manifesta sottoforma di ansia. Anche il modo di reagire alla paura è soggettivo e dunque non uguale per tutti: di fronte a una paura c’è chi diventa aggressivo e c’è chi si blocca. Per superare una paura è necessario assumerne consapevolezza e decidere di affrontarla. Quando il problema non viene riconosciuto a livello mentale, il nostro organismo ce lo segnala attraverso la somatizzazione, ossia la manifestazione di sintomi specifici. Poiché la paura ci induce ad evitare le situazioni che temiamo, può indurci a prendere delle decisioni sbagliate, che è dunque meglio rimandare al momento in cui avremo superato il problema. Quante volte infatti, ci è capitato, guardandoci indietro, di dover ammettere: “ho perso in quella situazione perché, mentre decidevo, sono stato ottenebrato dalla mia paura”. Anche nel nostro quotidiano, presi dalle innumerevoli cose da fare, talvolta ci rendiamo conto di formulare pensieri del tipo: “scelgo di fare così perche temo che succeda..”, oppure: “non faccio questo perché ho paura di non farcela e che tutto vada storto”. In questo modo si decide di “volare basso”, nella convinzione di potersi mettere al riparo dal dolore e dalla sconfitta. Ci si crea quindi la falsa convinzione, che si può essere più felici, mettendo da parte  i desideri veri, quelli che fanno battere il cuore, in cambio della sicurezza e della convenienza. Ma questa è un’illusione: rinunciare ai propri sogni, ridimensionare i propri desideri è di per sé una sconfitta. Quando si prendono delle decisioni sulla base della paura i risultati non sono mai dei migliori. Perché? Perché quando dobbiamo prendere una decisione, è necessario dotarsi di lucidità mentale, serenità e senso di libertà che ci aprono a tutte le possibilità, che la paura invece ci preclude. La carenza di autostima e i sentimenti di sfiducia verso il futuro, che derivano da un atteggiamento pavido, ci impediscono di scegliere con coerenza, costruendo un baluardo tra noi e la piena realizzazione dei nostri desideri. Tutte le scelte importanti dovrebbero essere conseguenza del coraggio che ci procura un atteggiamento aperto, combattivo e ottimista. Lo scrittore di Fantascienza, Frank Herbert, nella sua famosa saga, “Dune”, (Sperling e Kupfer, Milano, 1965, pag. 216), dà una definizione calzante di cosa sia la paura e dei suoi effetti deleteri: “Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e che mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.” La paura che frena, che rimpicciolisce i nostri scopi, che restringe la nostra vita, che pone dei limiti, spesso fittizi e illusori, alle nostre potenzialità, è una nube che offusca la gioia di vivere, che va dunque trasformata in amica e alleata.

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